Sotto, un primo piano del chitarrista D'Ardis Carmelo, vincitore del 1° Premio del 13° Concorso Nazionale Musicale di Chitarra classica, organizzato dal Laboratorio Musicale Assodolab.
I vincitori dei Concorsi Musicali Nazionali indetti dall’ASSODOLAB.
Il chitarrista D'Ardis Carmelo, vince il primo premio del 13° Concorso Nazionale Musicale di Chitarra classica organizzato dal Laboratorio Musicale Assodolab, con il brano di Mauro Giuliani dal titolo “Grande Ouverture, Op. 61”.
TRINITAPOLI ..:: Si è tenuto nei giorni dal 28 al 30 settembre 2025, nella città di Trinitapoli, il 13° Concorso Musicale Nazionale di Chitarra organizzato dall’ASSODOLAB. L’Associazione - che ha in sé il Laboratorio Musicale - è un Ente accreditato e qualificato dal MIUR per la formazione del personale della Scuola secondo la Direttiva 170/2016.
Al primo posto,
sezione B (Artisti professionisti), per la categoria “Chitarra classica” si è classificato con
punti 98/100 il maestro chitarrista D’Ardis Carmelo nato a Castrovillari
nel 1993, che ha proposto ed eseguito in modo esemplare un pezzo di Mauro
Giuliani dal titolo “Grande Ouverture, Op. 61”.Prima di
parlare del vincitore, mi sembra opportuno parlare dell’artista di fama
internazionale «Mauro Giuliani», compositore e chitarrista del primo
‘800. Mauro Giuliani (1781 – 1829) è considerato uno dei più importanti
chitarristi e compositori della prima metà dell’Ottocento. Nato a Bisceglie e
cresciuto a Barletta, iniziò giovanissimo lo studio della chitarra e del
violoncello. Nel 1806 si trasferì a Vienna, la capitale musicale europea, dove
la chitarra era molto apprezzata sia nei salotti aristocratici sia tra la
borghesia.
A Vienna Giuliani si affermò rapidamente
come virtuoso e compositore, collaborando con figure di primo piano come
Beethoven, Hummel e Weber. La sua produzione, composta da oltre 150 opere,
comprende concerti per chitarra e orchestra, fantasie su temi operistici e
studi didattici che hanno contribuito a definire il repertorio classico per
chitarra. Grazie al suo lavoro la chitarra venne riconosciuta come strumento
solista di grande valore artistico. Nel 1819 rientrò in Italia, stabilendosi
tra Roma e Napoli, dove proseguì la sua carriera fino alla morte nel 1829. Tra
le opere più celebri di Giuliani spicca la Grande Ouverture in la
maggiore Op. 61, composta tra il 1819 e il 1820.
Il titolo richiama l’atmosfera dell’opera
lirica, ma si tratta di un brano autonomo per chitarra sola costruito secondo
la forma-sonata classica. L’opera si apre con un’introduzione lenta (Adagio)
dal carattere solenne e drammatico, con accordi pieni e arpeggi che evocano la
maestosità orchestrale. Segue l’Allegro vivace, caratterizzato da un tema
brillante e da passaggi virtuosistici che dimostrano la grande padronanza dello
strumento da parte di Giuliani. Dopo uno sviluppo ricco di modulazioni,
la ripresa e la coda concludono l’opera con energia e brillantezza. Dal punto
di vista tecnico, la Grande Ouverture è uno dei brani più impegnativi del
repertorio ottocentesco.
Richiede padronanza assoluta dello strumento,
velocità e precisione nei passaggi, salti di posizione rapidi e un attento
controllo della dinamica. Giuliani utilizza la chitarra in modo quasi
orchestrale, alternando momenti di cantabilità lirica a sezioni di forte
energia ritmica. L’interprete deve saper unire precisione tecnica e sensibilità
espressiva, rendendo l’opera viva e teatrale. Il linguaggio musicale riflette
il clima culturale viennese: nella struttura e nei contrasti si percepisce
l’influenza di Beethoven, mentre le melodie e i virtuosismi richiamano lo
spirito rossiniano, allora dominante nei teatri europei.
Questo equilibrio tra rigore classico e gusto
melodico italiano rende la Grande Ouverture un capolavoro capace di affascinare
ancora oggi. La Grande Ouverture è oggi un pilastro del repertorio
chitarristico internazionale. Viene eseguita in recital e concorsi come banco
di prova per valutare la maturità tecnica e interpretativa dei chitarristi.
Grandi maestri come Andrés Segovia, Julian Bream, David Russell e Pepe Romero
ne hanno lasciato interpretazioni memorabili, contribuendo a diffonderne la
fama nel mondo.
Di recente, una straordinaria interpretazione della Grande Ouverture è stata
realizzata dal M° D’Ardis Carmelo, originario di San Marco Argentano
(Cosenza). Nato a Castrovillari nel 1993, si è avvicinato alla chitarra all’età
di dodici anni, inizialmente per gioco, per poi intraprendere studi strutturati
al Conservatorio di Cosenza sotto la guida del M° Gianluigi Giglio fino al
quarto anno. Ha poi proseguito la formazione con il M° Aniello Desiderio,
diplomandosi al Conservatorio di Potenza nel vecchio ordinamento con il massimo
dei voti.
Durante la sua crescita artistica ha partecipato a masterclass con Desiderio e
altri grandi chitarristi. Parallelamente agli studi classici ha sviluppato una
passione per la chitarra elettrica e la musica rock e blues, esibendosi in una
formazione dedicata a questo genere. Attualmente svolge attività concertistica
come solista e in ensemble di chitarra classica ed è docente di chitarra nella
scuola secondaria di primo grado.
L’esecuzione di D’Ardis della Grande Ouverture ha dimostrato una
profonda comprensione dello stile di Giuliani e una notevole capacità
espressiva. Il riconoscimento ricevuto da parte della commissione esaminatrice
di un prestigioso concorso conferma come questo capolavoro, a oltre due secoli
dalla sua creazione, continui a vivere ed emozionare grazie al talento di
musicisti contemporanei.