Flauto 5 I vincitori del Concorso Musicale Nazionale di Flauto
Artisti in primo piano...
Sotto, un primo piano del flautista Giuseppe Di Palma, classificatosi al primo posto del 5° Concorso Nazionale Musicale di Flauto traverso, organizzato dal Laboratorio Musicale Assodolab.
I vincitori dei Concorsi Musicali Nazionali indetti dall’ASSODOLAB.
Il flautista Giuseppe Di Palma, vince il primo premio del 5° Concorso Nazionale Musicale di Flauto traverso organizzato dal Laboratorio Musicale Assodolab, con il brano “La Ballata per flauto e pianoforte” di Frank Martin.
TRINITAPOLI ..:: Si è tenuto nei giorni dal 28 al 30 dicembre 2025, nella città di Trinitapoli, il 5° Concorso Musicale Nazionale di Flauto organizzato dall’ASSODOLAB. L’Associazione - che ha in sé il Laboratorio Musicale - è un Ente accreditato e qualificato dal MIUR per la formazione del personale della Scuola secondo la Direttiva 170/2016.
La “Ballata per flauto e
pianoforte” di Frank Martin rappresenta uno dei vertici
della letteratura flautistica del Novecento, un’opera in cui rigore
formale e introspezione lirica convivono in un equilibrio raro.
Composta nel 1939 per il grande flautista Marcel Moyse, la Ballata
nasce in un’Europa attraversata da tensioni profonde e riflette
perfettamente la natura del suo autore: un musicista meditativo,
spirituale, capace di fondere modernità e tradizione in un
linguaggio personale, nitido e struggente.
La Ballata si sviluppa come un discorso
continuo, privo di interruzioni formali nette, in cui il flauto
assume il ruolo di voce narrante e il pianoforte diventa
interlocutore fondamentale. L’inizio, introverso e quasi
interrogativo, introduce un clima di ricerca poetica: il flauto
espone un tema flessibile, modellato con delicatezza, mentre il
pianoforte tesse un tessuto armonico denso, ombroso, intriso di
tensioni sottili. Martin utilizza un linguaggio che lambisce
la dodecafonia senza mai abbandonare la cantabilità: la linea
melodica rimane sempre riconoscibile, umana, penetrante.
Con il progredire del brano, il flauto
si apre a passaggi virtuosistici di sorprendente fluidità, mai
gratuiti, sempre funzionali alla narrazione musicale. Martin
predilige una scrittura che coniuga eleganza e profondità emotiva,
in cui ogni accelerazione, ogni figurazione rapida diventa un gesto
espressivo. Il pianoforte risponde con precisione, a tratti opponendo
resistenze, a tratti sostenendo il flusso melodico in un dialogo che
dà alla Ballata un carattere quasi drammatico. Nella sezione
centrale, la musica rallenta e si fa più contemplativa: è il cuore
poetico dell’opera, un luogo sonoro sospeso in cui flauto e
pianoforte cercano un equilibrio fragile tra luce e ombra.
Il finale rappresenta una liberazione
progressiva: la linea flautistica si distende, si illumina, quasi
danza, ma senza mai cedere alla retorica. Nessun trionfo, nessuna
chiusura tonale rassicurante: Martin conclude con un gesto
discreto, un pensiero che sfuma lasciando un’impressione di
elegante incompletezza, cifra distintiva della sua poetica.
Accanto alla grandezza della Ballata, è
naturale volgere lo sguardo ai giovani interpreti che oggi la
riportano alla luce con sensibilità nuova. Tra questi, un ruolo
significativo lo ricopre il flautista napoletano Giuseppe Di
Palma, nato nel 1998, già protagonista di un percorso
artistico ricco e in costante crescita. Dopo essersi distinto nel
dicembre 2025 con un prestigioso risultato – il 2° Posto
al 4° Concorso Musicale Nazionale ASSODOLAB – l’artista
ha coronato l’anno con un ulteriore traguardo: il 30
dicembre 2025 ha partecipato al 5° Concorso Musicale Nazionale di
flauto traverso, ottenendo il 1° Posto con punti 98/100. La
commissione ha espresso vivi complimenti per l’ottimo piazzamento,
sottolineando la qualità tecnica, la musicalità e la maturità
interpretativa del giovane flautista.
Il successo di Di Palma non
nasce dal caso, ma da un lungo e rigoroso percorso. Formatasi tra
Napoli e importanti realtà musicali italiane e internazionali, la
sua interpretazione della Ballata di Martin riflette la
comprensione profonda dello strumento e del suo potenziale
espressivo. Il flauto traverso, nelle mani dell’artista, non è
solo un mezzo tecnico ma un’estensione della voce interiore:
strumento capace di cantare, interrogare, sospirare, esplodere di
energia o dissolversi in un suono quasi impalpabile. L’uso
appropriato del flauto – inteso come controllo del fiato, gestione
del timbro, cura dell’intonazione e del fraseggio – è uno degli
aspetti su cui Di Palma ha concentrato il proprio lavoro,
raggiungendo oggi una padronanza che gli consente di affrontare
repertori complessi come quello martiniano con sicurezza e poesia.
In questo senso, la carriera di
Giuseppe Di Palma dimostra come il repertorio flautistico,
così ricco e variegato, richieda interpreti sensibili, capaci di far
convivere la precisione tecnica con la profondità emotiva. La
Ballata di Frank Martin, con la sua densità spirituale e la
sua eleganza formale, rappresenta per i flautisti una vera sfida
interpretativa: una pagina che chiede maturità, concentrazione e un
uso consapevole di ogni sfumatura dello strumento. Traguardi come
quelli ottenuti da Di Palma nel 2025 mostrano non solo il suo
talento ma anche la vitalità di una generazione di giovani musicisti
che si confronta con i capolavori del Novecento con rispetto,
intelligenza e rinnovato entusiasmo.
Così, la Ballata di Martin
continua a vivere non soltanto come documento del passato, ma come
opera che, attraverso interpreti attenti e appassionati, dialoga con
il presente e ne riflette sensibilità e aspirazioni. Giuseppe Di
Palma rappresenta una delle voci emergenti più interessanti di
questo panorama, un artista che, grazie alla dedizione e a una solida
formazione, promette di contribuire in modo significativo alla
diffusione e all’interpretazione del grande repertorio flautistico
internazionale.